domenica 19 gennaio 2014

Lolita

Lolita è un romanzo del 1955 di Vladimir Nabokov. Il testo, scritto in inglese, venne inizialmente pubblicato a Parigi, a causa del grande scandalo suscitato negli Stati Uniti, proprio come racconta l'autore stesso in un breve scritto del '56.

Il professor Humbert (voce narrante del romanzo) è un quarantenne francese, uscito da un brutto matrimonio e da un esaurimento nervoso, ossessionato dal ricordo della sua prima storia d'amore di tredicenne con la bella Annabel. Quando gli viene offerta la possibilità di trasferirsi a Ramsdale, nel New England, per potersi dedicare in tutta tranquillità alla stesura di un testo scolastico, accetta subito ed una serie di circostanze lo porta a prendere alloggio nella casa della vedova Charlotte Haze. Humbert, inizialmente, non vede l'ora di andarsene, ma poi ecco che trova la ragione per restare: una piccola “ninfetta” sdraiata al sole, la dodicenne figlia di Charlotte, Dolores, la sua Lolita. Il professore ha una serie di approcci con la piccola, finché la madre decide di spedirla in colonia; a Humbert sembra tutto finito, ma, mentre la madre sta accompagnando la figlia al suo nuovo alloggio estivo, ecco che riceve proprio da Charlotte una lettera, in cui gli confessa di essere innamorata di lui. Quale occasione migliore per stare accanto alla sua Lolita? Ovviamente accetta, ma le cose si complicheranno sempre di più, non solo nella realtà, ma anche nella sua mente, preda dell'ossessione verso la figliastra...

Lolita è un romanzo che può dare fastidio per molti aspetti, soprattutto quando si parla dell'intimità fra Humbert e Lolita, ma ciò non toglie che non sia un lavoro mirabile, in cui Nabokov riversa tutta la sua bravura. La descrizione così minuziosa della psicologia del professore quarantenne è potente come quella dei maggiori personaggi di Dostoevskij. La perversione, purtroppo, è una componente insita nell'uomo ed è giusto trattarne. Non posso far altro che consigliarvi la lettura di Lolita e la visione dell'omonimo film di Stanley Kubrick (un altro genio!) del 1962.

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